giovedì 5 gennaio 2017

Chi ben comincia #11

Buon giovedì readers!
Per la prima puntata dell'anno di CHI BEN COMINCIA, vi propongo qualche riga di Flower, di Elizabeth Craft e Shea Olsen, uscito da poco per Newton Compton.



Charlotte vive con la nonna ed è una ragazza con la testa sulle spalle: bravissima a scuola, lavora in un negozio di fiori per pagarsi gli studi e nel tempo libero si prepara per l’ammissione alla prestigiosa università di Stanford. È molto concentrata e non si concede distrazioni, niente uscite serali e soprattutto niente ragazzi: la sua più grande paura è infatti quella di fare la fine di tutte le donne della sua famiglia, che hanno rinunciato a seguire le proprie aspirazioni a causa dell’amore. Una sera, all’ora di chiusura, entra nel suo negozio un misterioso e affascinante cliente, ombroso ma gentile, che le fa strane domande. Nonostante ne rimanga colpita, Charlotte è sicura di non rivederlo mai più… E invece la mattina dopo le viene recapitato in classe un mazzo di rose purpuree, i suoi fiori preferiti. A mandarglieli è stato proprio Tate, il ragazzo della sera prima, che inizia a corteggiarla in modo molto discreto ma deciso. Charlotte, dopo le resistenze iniziali, decide di uscire con lui per una sola sera. Ma appena fuori dal ristorante vengono assaliti da folla di paparazzi che grida il nome di Tate… Chi è davvero quel misterioso ragazzo e cosa nasconde dietro quei bellissimi occhi malinconici?

Tra qualche giorno troverete la recensione sul blog, nel mentre godetevi le prime righe di Flower!

Prima 
Avevo dodici anni quando mi feci quella promessa.
Fu lo stesso anno in cui morì mia madre. Lei era sempre stata incosciente. Impulsiva. Ogni volta che un nuovo fidanzato entrava nella sua vita, abbandonava me e mia sorella Mia. Avevo visto mia madre innamorarsi così spesso... Era come se lo volesse disperatamente, come se stesse soffocando e quella fosse la sua aria. Ci ha lasciato per prendere un'ultima boccata, e alla fine l'amore l'ha uccisa.
L'amore ti può distruggere. Può portarti via tutto.
E così io ho promesso a me stessa: niente ragazzi, niente ballo di fine anno, niente feste del sabato sera. Sarei rimasta a casa, avrei rigato dritto, sarei andata al college e mi sarei costruita un futuro diverso. Non avrei promesso a niente e a nessuno di fermarmi.
Questo, però, accadeva prima che cambiasse ogni cosa.
Prima di lui.






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